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Quando hai quarant’anni ma quindici in entusiasmo

Quando hai quarant’anni all’anagrafe e quindici in emotività ed entusiasmo, è chiaro che nel momento in cui vai ad acquistare un camper, trascuri completamente le questioni più tecniche, tipo:
– Come si guida?
Ti danno in mano le chiavi, una pacca sulla spalla e “Congratulazioni”.
Tu sali, ti senti sopra un Tir, è fichissimo, regni dall’alto dei cieli e la prima cosa che ti balza all’occhio è che non arrivi ai pedali, la seconda è che non hai idea di come si muova il bestione che si trova sotto al tuo culo.
Sei sulla 131 e non si scherza, non ti resta che partire. Ma sei sulla corsia opposta rispetto alla tua meta e non hai la più pallida idea di come fare inversione.
Non te lo saresti mai aspettato, ma ora, ringrazi chi ha inventato le rotonde, quelle infide fastidiose rotonde, che tu sei degli anni ’80 e le hai viste nascere le rotonde, hai visto la gente attonita davanti a cotanta ingegneria aerospaziale, quantità indicibili di asfalto modellate con l’eleganza del Bernini, si flettono davanti ai tuoi occhi in un turnicamento da capogiro, creazione che solo un genio del male può aver partorito. Lascia ancora perplesso il cinquanta percento della popolazione che, come tanti  anni orsono, ancora si ferma in piena rotonda lasciando il passo alla signorina attonita ferma al suo posto all’ingresso dell’anello, che ripassa velocemente mentalmente le strategie imparate a scuola guida, nelle fredde sere invernali, dove: “Dare la precedenza a destra” non vale per le rotonde, per le rotonde si dà a sinistra, ma il vecchio con il cappello insiste: “Passi”, ” No no vada Lei” “Passi” “No no vada Lei”E tra il “passi” e il “No no vada lei”,si è formato un ingorgo che rode il culo anche al casellante sulla 131, quando tu sei bloccato a Casal Pusterlengo.
Poi trascuri l’irrilevante fatto che non hai la corrente 220 sul camper.
Ora, questa cosa l’hanno ripetuta all’infinito prima di vendertelo, come se fosse una cosa importante… Ma chi se ne frega dell’elettricità, l’importante è che funzioni, che si muova, che ci si possa dormire.
Solo che dopo due mesi senza Silk Epil la questione comincia a diventare spinosa. In tutti i sensi.
Hai vistose piloerezioni in ogni dove, stai assumendo le sembianze di un istrice, necessiti urgentemente di una depilazione, anche il cane ti guarda stranito.
Asciughi i capelli con il phon attaccato all’accendisigati e sei certa che una formica nana saprebbe fare di meglio.
E vagabondi con il computer cercando elettricità.
Ora è più chiaro quanto sia importante la famosissima 220.
E così, in una ridente mattina di fine dicembre, ti installano l’inverter, in relazione con il pannello solare e da questo magico connubio, l’aspirapolvere nasconde il fischio del bollitore elettrico, il Silk Epil giace abbandonato sul pavimento vibrando gioioso ed Ettore soddisfatto gioca alla PlayStation… Ebbene si, la 220.

Stefania Italiano

Questo blog è rivolto a tutte le mamme e a tutte le donne e a tutti gli uomini e a tutti i bambini e a chiunque abbia voglia di ridere e ironizzare sulla vita.

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