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Appuntamenti con l’ASL… Appuntamenti seri.

No che poi sono due anni che devi prendere questo appuntamento per tuo figlio, ma sapevi già dentro di te, fin d’allora, che per averlo, avresti dovuto programmare, almeno una settimana di ferie, per riuscire a tenere tra le mani il bigliettino spiegazzato, riportante il luogo e l’orario dell’appuntamento.

Ora sei appiedata, due automezzi rotti sulle spalle, ferie obbligate, non hai più scuse, te lo senti, questo è il momento.

Cominci a chiamare il numero dell’ufficio che se ne occupa il lunedì e ti rispondono il giovedì, intanto ti è venuta l’ulcera, pensieri paranoidi e fame compulsiva (quella c’è sempre e ogni scusa è buona):

-Buongiorno vorrei prendere un appuntamento per il mio bambino.

-Perché?

Un attimo di smarrimento…

Avrò sbagliato numero? Saro’ in linea con la geriatria??? Sto prendendo un appuntamento per un esame alla prostata???

Eh… Perché siamo dislessici, disgrafici, discaculici da generazioni… Ci teniamo alle forma e alle cose fatte per bene, ma sto parlando con l’ufficio giusto? O è la macelleria?

E guardi con terrore il numero che esce sullo schermo.

– No signora ha fatto il numero giusto, ma ci sono le file di attesa…

– Si beh capisco, ma da qualche parte dovremo pur cominciare.

– Ok, ha l’impegnativa davanti?

L’impegnativa? No, l’impegnativa per cosa?

– Serve l’impegnativa.

Ok, non mi potrebbe dare un appuntamento e oggi pomeriggio le porto l’impegnativa?

– No no, prima deve fare l’impegnativa.

Chiami la dottoressa, hai spostato il bambino da lei tre anni fa, lo ricordi con precisione e se lo ricorda anche la tua responsabile al lavoro… Necessitavi il cambio medico immediatamente per questioni burocratiche, per farlo, ti catapultasti durante l’orario di lavoro allo studio medico, in zoccoli e camicie variopinto, il quale, splendidamente artistico e in linea con i tuoi presupposti multicolor, ti donava un non so’ ché di veramente orrido, i vecchietti parevano non accorgersene, ma il resto del mondo sì. Ed è così abbigliata che portasti la documentazione e lei avrebbe dovuto fare il resto.

Tre anni dopo.

– Dottoressa buongiorno! Ho bisogno di un impegnativa per il mio piccolo.

– Ok gliela preparo subito, gliela inoltro tramite email

Email:

Signora Italiano il bambino non è iscritto con me.

Ok, niente paura.

Due ore e mezza alla asl.

Tre giorni in lavorazione dalla dottoressa e hai l’impegnativa.

Cinque giorni in attesa al telefono.

– Buongiorno!!! Sono io! Non appenda il telefono, qualunque cosa accada non appena il telefono!!!

– Ok signora, ma cosa vuole?

– Ho l’impegnativa!!!

– Si ma la devo avvisare che le cose sono lunghe.

– Si ma da qualche parte bisogna pur…

Cade la linea!!!

Tre ore di chiamate una dietro l’altra, cominci a credere di aver perso la sanità mentale, ripeti quel numero all’infinito e non ti risponde nessuno!!!

Ormai i pensieri paranoidi si sono impossessati di te, avranno segnato il tuo numero e non ti risponderanno mai più, tuo figlio non avrà mai un aiuto per riuscire a rimanere nei bordi e leggere la parola IPPOCASTANO alla prima!!!

E invece no, un’altra signora risponde e quando la preghi di non sparire, ti racconta di un guasto alla linea elettrica, quindi facciamo in fretta…

– Con piacere!!!

Mentre inserisce i tuoi dati, una telefonata la interrompe, tu temi, temi perché potrebbe cadere la linea e tu finiresti diretta in psichiatria, e così rimani aggrappata al cellulare con i denti mentre una caterva  di dati sensibili arrivano alle tue orecchie (e scivolano via perché tu già non ti ricordi i cazzi tuoi) finché torna la signora dei dati.

Annotati tutti ti dice che ti chiameranno loro per darti un appuntamento.

Mai, non ti richiameranno mai! Lo sai!!!

E tu rimani appiedata, esaurita, psicopatica e con la fame compulsiva.

Stefania Italiano

Questo blog è rivolto a tutte le mamme e a tutte le donne e a tutti gli uomini e a tutti i bambini e a chiunque abbia voglia di ridere e ironizzare sulla vita.

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